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La lettera del Parroco
Cronaca
Le scuole di Arogno nell'ottocento
Il libro dei libri
Offerte
Programma per la festa della Madonna
L'angolo della lettura

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LA LETTERA DEL PARROCO

 

 

 

La vergine Maria ravvivi nei nostri cuori la fede, la speranza e la carità

 

 

Cari fratelli e sorelle;

 

                            Vi auguro buon inizio nel nuovo anno che scorre davanti a noi, che sia pieno di liete ricorrenze e vi auguro di avere pazienza e di trovare conforto nei momenti tristi e difficili.

All’inizio di ogni nuovo anno, il primo gennaio viene affidato a Maria Santissima madre di Dio e madre della Chiesa, perché ci aiuti Lei, che all’annuncio dell’angelo proclama: “Eccomi,  sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto”(Lc 1;38), a manifestare il nostro totale assenso di mente  e di cuore ai divini voleri  e ad accogliere nella fede il Figlio di Dio, affinché, nei grandi avvenimenti, come nelle vicende ordinarie, possiamo arrivare ad affidarci interamente al Signore.

Con la testimonianza della sua vita, Maria ci incoraggia a credere nel compimento delle promesse divine. Ci richiama allo spirito di umiltà, giusto atteggiamento interiore della creatura verso il suo Creatore; ci esorta a riporre sicura speranza in Cristo, che realizza appieno il disegno salvifico, anche quando gli eventi appaiono oscuri e sono difficili da accettare. Quale Stella fulgente, Maria guida i nostri passi incontro al Signore che viene.

 

Carissimi, nel prossimo mese il nostro paese celebra con gioia la festa religiosa dedicata a nostra Madre, la Vergine Maria, sotto la devozione del Rosario. Viviamo quei giorni di espressione particolarmente comunitaria come adesione e affidamento alla protezione materna di Maria che con la sua presenza viene a sostenere il nostro popolo di Arogno pellegrinante sui sentieri della storia. Innalziamo verso di Lei i nostri occhi e chiediamole di sorreggerci nella lotta contro il male e nell’impegno per il bene. Possiamo rivolgerci a Maria, nostra madre, dicendo:

 

“Conservaci sotto la tua materna tutela, Vergine tutta bella e tutta santa!

Aiutaci ad avanzare nel nuovo millennio

rivestìti di quella umiltà che ha reso Te prediletta agli occhi dell’Altissimo.

Non vadano dispersi i frutti di quest’anno giubilare!

Nelle  tue mani poniamo il futuro che ci attende,

invocando sul mondo intero la tua costante protezione.

Per questo, come l’apostolo Giovanni, vogliamo prenderti nella nostra casa.

Resta con noi, Maria, resta con noi in ogni tempo!

Ora pro nobis, intercede pro nobis, ad Dominum  Iesum Christum  Amen.

 

 

Un caro saluto a don Walter, agli anziani del nostro paese e nella casa anziani Tusculum, a tutte le famiglie e in special modo ai nostri malati, un caro ricordo, siete presenti tutti nelle mie preghiere, il Signore Vi Benedica.

 

 

Don Orlando

 

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CRONACA

 

 

Autunno umido, a dir poco, quello dell’anno 2000. A malapena si è riusciti a terminare la vendemmia, per altro con un eccellente risultato a detta degli intenditori, poi giove pluvio si è scatenato distribuendo copiosamente acqua a tutta l’europa ciò che purtroppo ha causato gravi danni e persino vittime anche in luoghi non troppo discosti da noi.

La riunione ottobrina dell’assemblea Parrocchiale straordinaria, ha visto la presenza di un numero relativamente esiguo di partecipanti, che hanno nominato il signor Edoardo Agustoni quale subentrante in consiglio parrocchiale al posto del signor Giuseppe Romano.

Nel corso della serata, il presidente ha informato il consesso sullo stato attuale dei lavori in corso nei diversi cantieri aperti e i presenti hanno avuto modo di dire la loro idea sui diversi problemi trattati, e hanno potuto portare a conoscenza di tutti alcune problematiche più o meno note. Peccato che i nostri parrocchiani non approfittino a sufficienza delle Assemblee Parrocchiali per portare a conoscenza degli amministratori (che umanamente non possono arrivare dappertutto) i problemi grandi e piccoli che possono sorgere nella nostra comunità.

Il primo di novembre la comunità si è stretta attorno alle tombe del nostro camposanto in ricordo dei propri cari defunti, accompagnata dalla benevola partecipazione della nostra filarmonica. Al termine della cerimonia vi è stata la tradizionale vendita di torte organizzata come sempre dalla solerte signora Adele Cometta, vendita che ha fruttato la bella somma di 1610 fr.

Durante la settimana dei morti nella sala del consiglio comunale è stata aperta una mostra di ceramiche dipinte dalla signora Antonella Corti-Merzaghi abbinata alla mostra delle ultime opere pittoriche del nostro dottor Augusto Rossi.

Alla vernice della mostra, Monica Delucchi-Di Marco faceva notare come il medico-artista sia alla ricerca di una propria visione del colore il quale diventa il monarca assoluto del suo mondo artistico nel quale le forme perdono sempre più d’importanza. Riportava infine un concetto espresso da Augusto Rossi secondo il quale ”la pittura è lo strumento che egli utilizza per darsi forza; i colori sono la sua reazione alle vicende non sempre felici che la vita porta con sé, sono lo smalto che gli consente di mostrare di essere capace di accettare serenamente le avversità senza arrendersi”.

Il mese di dicembre é iniziato con la serata scaut.

Come ogni anno la sezione degli esploratori di Arogno, guidata da quest’anno da Vasco Piffaretti, ha organizzato la serata scout, durante la quale si sono eseguiti canti e numerose scenette.

Il tema di quest’anno era “la fine del mondo”, tema assai complesso che però intendeva trasmettere, in particolare, un messaggio di sensibilizzazione sull’argomento del razzismo. Il prospetto dello spettacolo infatti sottolineava l’importanza della collaborazione fra i vari popoli, nella speranza di migliorare le relazioni fra le varie razze e portare la pace sulla Terra. Infatti all’inizio dello spettacolo i rappresentanti delle diverse etnie, si dimostravano in disaccordo e persino intolleranti gli uni con gli altri, mentre alla fine (almeno nella finzione scenica) hanno capito l’inutilità dell’odio e l’importanza dell’amicizia e della collaborazione.

Contrariamente agli anni passati in questa serata si è lasciato poco spazio alla comicità puntando maggiormente sulla serietà del messaggio e, a sentire i commenti esterni, la serata è piaciuta.

Vasco ci tiene a ringraziare anche da queste colonne il pubblico sia per la numerosa e attenta partecipazione che per il contributo elargito, nonché tutti gli appartenenti alla sezione, lupetti esplo, capi, pionieri e rover per l’impegno dimostrato.

Il mese di dicembre è continuato con un’inusitata offerta di incontri musicali, purtroppo non tutti seguiti dalla cornice di pubblico che ci si sarebbe attesa.

Un’offerta che andava dal concerto della Mini Banda della Civica di Mendrisio, che annovera fra le proprie file anche i nostri giovanissimi Nicola Tantardini e Elias Pesenti, e che ha presentato un programma molto curato, variegato e impegnativo; a quello offerto gratuitamente nella chiesa parrocchiale dalla nostra concittadina signora Stefania Reiter (clavicembalista) e dal flautista signor Stefano Bragetti, per terminare con il concerto di Santo Stefano della nostra filarmonica che sotto l’esperta guida del suo maestro Lorenzo Della Fonte ha presentato il racconto musicale “Christmas Story: il Natale di Auggie Wren” di Paul Auster. La storia, presentata con la consueta maestria e bravura da Angelo Frigerio di Rovio, era accompagnata dalla Filarmonica con musiche adeguate al racconto ed anche al periodo natalizio. Una performance che ha suscitato molti applausi per “al sciur maestru” e per la Filarmonica.

Nella sala del consiglio comunale del nuovo palazzo si sono tenute due serate consecutive: il 12 c’è stata una serata “transfrontaliera” indirizzata ai municipali e ai consiglieri comunali dei paesi della Valmara e della valle d’Intelvi, nella quale si è discusso di possibili collaborazioni nello sviluppo del nostro territorio; mentre il 13 il municipio ha ricevuto i rappresentanti delle diverse società paesane e i quattro giovani diciottenni che entrano a pieno diritto a far parte della società adulta del nostro paese. A questi ultimi è stato donato, tramite il sindaco, una penna stilografica con l’invito di usarla anche… per il bene della comunità.

A metà dicembre il gruppo teatrale “Cör e fantasia” di Canobbio è tornato a calcare il palco del teatro sociale con una recita in dialetto “Basta un zicch da bun sens” che ha attirato un buon pubblico. Non sarebbe bello se dovesse rinascere una filodrammatica ad Arogno?

Poco prima di Natale si è tenuta l’assemblea per la costituzione definitiva della società cooperativa che acquisterà il caseggiato ex coop. Nel corso di questa riunione è stato annunciato dal comitato promotore, che con la prossima primavera si aprirà il nuovo negozio, sotto gestione privata. A tutti i paesani è stato rivolto un caloroso appello nel senso di voler effettuare gli acquisti in questo nuovo negozio se si vorrà avere ancora nel prossimo futuro un punto di vendita di beni alimentari anche nel nostro comune.

Di solito le malattie non fanno notizia in questo bollettino, ma per questa volta facciamo volentieri un’eccezione per annunciare quella del nostro don Walter il quale ha subito un intervento cardiovascolare al cardiocentro di Lugano, risoltosi fortunatamente in modo positivo. Ringraziamo il Signore per averci ridato in efficienza il nostro dw e al caro convalescente vadano i nostri migliori auguri.

La protezione dei beni culturali (PBC) dell’Ente Regionale di Protezione Civile del Mendrisiotto ha consegnato al nostro presidente la pianificazione di intervento inerente la chiesa parrocchiale di Arogno. Si tratta di un documento di estrema importanza che, informando sull’ubicazione dei beni culturali all’interno dell’edificio, sui potenziali pericoli ai quali sono sottoposti e sulle modalità operative in caso di evacuazione, permette di intervenire con tempestività e con precisione in caso di sinistro o evento bellico. È la prima volta che la Protezione dei Beni Culturali del Mendrisiotto elabora una pianificazione di intervento di un bene culturale che cade all’interno della sua giurisdizione e questo, tra l’altro, per la mancanza di inventari. Grazie alla lungimirante iniziativa del consiglio parrocchiale di Arogno che di suo proposito ha promosso l’inventariazione dei beni culturali della chiesa di Santo Stefano, gli specialisti della PBC hanno così potuto definire le modalità d’intervento sull’oggetto in questione in caso di sinistro, un’eventualità purtroppo sempre incombente come ha insegnato il furioso incendio del 1996 della chiesa di Santa Maria delle Grazie di Bellinzona. (da GdP 27.12.00)

 

La preparazione del Natale é partita, come al solito, da lontano.

L’albero di Natale, posato dagli operai comunali e addobbato dai bambini sotto la responsabilità dell’assemblea dei genitori dell’istituto scolastico comunale, è stato sistemato quest’anno al Tusculum, per decisione del sindaco, con la lodevole intenzione di favorire l’incontro tra i giovanissimi e gli anziani del nostro villaggio. A qualcuno è dispiaciuto non vedere più l’albero natalizio piantato sul sagrato della chiesa a dominare il paese, benché il consiglio parrocchiale si fosse dichiarato d’accordo, con lettera al municipio, di ospitare l’albero comunale come tutti gli anni sul sagrato.

I docenti del nostro istituto scolastico, da parte loro, hanno saputo stimolare e coinvolgere i loro alunni grandi e piccoli che hanno decorato le finestre della scuola e dell’asilo con grandi trasparenti. Al calar della notte, a chi alzava lo sguardo sulle finestre illuminate delle nostre scuole, apparivano multicolori e suggestive scene natalizie che aprivano il cuore alla speranza.

Le due sezioni dell’asilo hanno costruito, con materiale povero ma con tanto sentimento, immaginazione e spontaneità, un presepe particolare fatto di personaggi appesi con fili invisibili sopra la balaustra centrale della chiesa parrocchiale. Un grazie sentito alle due maestre Marisa e Micaela e in particolare ai bambini che ci hanno messo tanta buona voglia e tanto calore.

Un altro bel presepe di tipo tradizionale, con i personaggi immersi in un paesaggio perfettamente costruito, è stato allestito nella chiesetta di San Rocco ad opera del signor Carmelo Zanatta, mentre lo splendido sfondo, rappresentante un cielo stellato, è stato cucito con la solita maestria dal gruppo donne che già avevano allestito le coperte messe in mostra per la festa dell’artigianato nello scorso settembre. Un grazie a tutti coloro che hanno collaborato.

Prima delle vacanze natalizie la sezione scaut al completo si è trovata, la sera del mercoledì, per scambiarsi gli auguri di Buon Natale. Dopo aver preparato bigliettini d’auguri nella sala del consiglio comunale, si sono incamminati per le vie del paese per una marcia silenziosa al lume delle torce, per ritrovarsi infine sul piazzale delle scuole per una riflessione sul valore del Natale e per cantare attorno ad un falò, scambiandosi in allegria i bigliettini d’augurio accompagnati da panettone e tè.

 

La novena di Natale è continuata a risuonare anche in questo tardo autunno nell’aria di Arogno, grazie ad alcuni giovani che si prestano senza bisogno di essere chiamati, ad arrampicarsi sulle strette scale del campanile, nelle fredde sere di dicembre, per suonare le campane “da legria”. Don Orlando, con un folto seguito di fedeli, ha celebrato la messa durante i giorni della novena per preparare degnamente il cammino verso la nascita di Nostro Signore.

E così siamo giunti al tanto atteso Natale. Tanto atteso da chi con trepidazione infantile attende la venuta di “qualcuno” che non si sa bene se esista davvero o no … ma che sarebbe bello esistesse.…però (direbbero loro con la caratteristica praticità dei bimbi del giorno d’oggi) -però mi farà trovare dei bei regali sotto l’albero-; oppure atteso da chi nel Natale vede una nuova possibilità di riandare al tempo in cui si era come quelli di cui si è parlato dianzi… e sprofondare con gioia nei ricordi…;oppure ancora, atteso da chi, stressato dalla vita frenetica di questi tempi, non vede il momento di posare il capo e avere il tempo di riposare e riflettere sul senso di questo nostro correre e struggerci invano.

E quest’anno, a poeticizzare il Natale, ci ha pensato la natura con una bella nevicata (a sentire Locarno Monti era dal lontano 1935 che non si aveva più un Natale così nevoso!). La neve ha cominciato a cadere proprio la sera della vigilia mentre veniva celebrata la messa di mezzanotte, che per praticità da alcuni anni ad Arogno viene celebrata alle 10 di sera, ed è continuato a nevicare fino al giorno di Natale per la gioia di tutti ed in particolare dei bambini.

La messa, molto frequentata come d’abitudine, è iniziata con un’apprezzatissima sorpresa. Da dietro l’altare maggiore si è alzato all’improvviso un portentoso suono di ottoni (quelli del gruppo diretto dal maestro Carlo Balmelli) che ha condecorato tutta la celebrazione alternandosi col coro dei bambini accompagnato alla chitarra dall’animatrice del gruppo, Rachele, e da Christian. Un plauso a Rachele che aiutata da Chandra ed Elisa è riuscita a motivare e far cantare dignitosamente un gruppo di bambini comprendente anche diversi frugoletti dell’asilo. Brave!

La cerimonia è stata veramente suggestiva, accompagnata dalle musiche suonate con  maestria dagli ottoni (particolarmente bello e sorprendente, perché inatteso, il pezzo, un blues, suonato all’offertorio!) e dai canti dei bambini, così spontanei che facevano intenerire a sentirli e che, credo, hanno contribuito ad avvicinare ancora di più il cuore dei fedeli al mistero che veniva celebrato sull’altare da don Orlando. Mi sia permesso dire un grosso grazie a tutti loro, per quell’ora di commovente pace che ci hanno fatto vivere!

Alla fine, come augurio di prosperità a tutti per il nuovo millennio, sul sagrato e sotto una tenda per ripararci dalla neve, il consiglio parrocchiale, per mano di Fernanda, Luca e Fernando, ha accolto i presenti con una buona tazza di vin brulé, cioccolata calda, panettone e biscotti, il tutto allietato da un estemporaneo concerto natalizio nello sfarfallio della neve, offerto dal gruppo musicale del maestro Balmelli.

Santo Stefano, festa patronale per noi di Arogno con in aggiunta la tradizionale benedizione e distribuzione del pane. Ci si è svegliati con uno spesso manto di neve ammonticchiato sui lati delle strade dagli spazzaneve che durante la notte avevano fatto il loro dovere. Purtroppo nessuno in comune ( e non è sicuramente un appunto agli operai  comunali che eseguono solo gli ordini) ha pensato di provvedere a spalare la neve dalla scaletta che porta alla chiesa o dall’entrata del sagrato dove la calla aveva ammonticchiato la neve spazzata dalla strada. Fortunatamente ci ha pensato il consiglio parrocchiale, permettendo così anche ai fedeli anziani di rispettare la tradizione e raggiungere la loro chiesa nel giorno della festa del primo martire cristiano.

Fine anno e fine dell’Anno Santo, mi vengono in mente le cerimonie di altri tempi, quando in una chiesa gremita, durante la preghiera di fine anno (la sera del 31 dicembre) si dispiegava alto sotto le volte antiche, odorose d’incenso, il canto del “ te Deum “.

Ringraziamo il Signore per quanto ha voluto concedere alla nostra comunità parrocchiale e lo preghiamo perché ci stia sempre vicino e ci dia la forza di continuare, malgrado le possibili incomprensioni, tutti assieme e di comune accordo.

Per finire, pur sapendo di poter incorrere in qualche spiacevole omissione, vorremmo ringraziare quelle persone che, anche quest’anno, nell’ombra hanno costantemente prestato il loro incondizionato aiuto, a partire dal nostro sagrestano tutto-fare Sergio (al quale porgiamo gli auguri di una pronta guarigione – ritorna presto, sentiamo eccome! la tua mancanza!-) per passare poi alle signore che tengono pulita la chiesa, Armanda, Franca, Olivangela e Verena, e alla signora Mimi che ci fa da solerte portinaia. Ancora grazie!

 

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LE SCUOLE DI AROGNO NELL'OTTOCENTO

 (Seconda parte)

 

I docenti cappellani

 

Ecco alcuni cappellani maestri:

1757        Don Giuseppe Bragga ( Nell’assemblea del 18 febbraio 1759, in cui viene confermato per altri tre anni, viene chiamato Braglia, cognome ancora esistente in Liguria  a Laigueglia)..

“ 1757 2 febraro in Rogno. Si è fatto sonare la vicinanza del Console Carlo Gobbo e tutti li uomini vicini anno risolto di rafermare con scrittura il Mo.Rev.do sign. Don Giuseppe Bragga per capellano di Rogno per tre anni dicho tre anni e che doppo la scrittura dovrà essere letta e pubblicata in piazza a ciò sia a tutti noto e cognito il tenore della scrittura e questo a ciò tutti sappiano la loro obbligazione avanti sottoscrivere la suddetta scrittura a ciò doveva essere fatta che comincia prima del 14 marzo del ano scorso 1756 che così la risoluzione del Comune dell’anno scorso e se non fu inficiata e spiegata allora, questa servirà per piena notizia confirmando della prima fatta il 14 marzo 1756 per confirmare il Capellano per tre ani”.( ndr. Veramente il primo ad aver bisogno del cappellano maestro era l’estensore di questo incomprensibile verbale!)

 

1798            Cappellano Don Giacomo Wulser di Grenoble

1799            Cappellano il nobile Don Nicola Stoppani

1804            Don Felice Gobbi

1806                               7 novembre Capellano Nicolao Giuseppe Amadio

1814               Cappellano Don Giuseppe Bartoli che lascia l’anno stesso

1821                               10 novembre Don Giacomo Gianini , dimissiona nel 1834 e poi rientrerà

e rimarrà oltre 30 anni, fino al 20 settembre 1853.

1834            Don Evasio Cometta di Arogno, parroco e maestro, che subentra al suddetto Don Giacomo Gianini che rinuncia (01.09.1834)

 

I docenti non cappellani

 

Il 14 aprile 1805  viene nominato maestro Tranquillio Artari con uno stipendio di lire 100 e soldi 6 al mese. Leggo nel verbale: “ il maestro qui sopra eletto sarà tenuto e si obbliga ad avere tutta l’attenzione di bene insegnare almeno a legere e scrivere e li primi esercizi d’aritmetica facendo la scuolla tutto l’anno e due volte al giorno salvo li soliti due mesi di vacanza.” Allo stipendio del maestro contribuivano con 50 lire  il Legato Andrea Colomba e il Comune con altre 50. Nel 1815 al legato Andrea Colomba detto l’Americano si aggiunge quello di Francesco Sartori che aiuta i 10 allievi più poveri.

Il 27 settembre 1829 viene fondato il Legato Annamaria (Nina) Tron per la scuola delle ragazze.

Anche gli allievi pagano la loro parte.  Nel 1803 ogni scolaro paga lire cinque con un supplemento di soldi 40 per l’inverno.

Il 26 giugno 1811 il Maestro Tranquillio Artari. “viene trovato morto nel suo orto ai piedi della scaletta che mette in quello, verso le ore 15 andando alle 16. La municipalità “ sostituisce Giosué Maini per tutto l’anno corrente scolastico in eguali condizioni emolumento convenuto con prefatto fu signor Tranquillio.”

 

1811            Tranquillio Artari già citato

1811            Giosué Maini

1815            Luigi Artario (dimissiona nel 1816). Si cerca un cappellano.

1834            Domeniconi Antonio da Lugano. Lire 700 cantonali al mese per dieci mesi, 1 giorno di vacanza la settimana. In inverno fino a Pasqua 2 ore e mezza per ogni scuola. Da Pasqua fino alla vacanza tre ore e mezza.

 

Gli allievi più poveri.

 

Un primo elenco degli allievi poveri porta la data 15 novembre 1815:

1                    Antonio Devecchi figlio di Alessio

2                    ? filio di Pietro Manzoni

3                    Giuseppe Bernasconi filio del detto Molinaro

4                    Giuseppe Delucha filio delo genovese

5                    Tobia Colomba filio di Santino

6                    Antonio Serena filio de lo Raschini

7                    Giuseppe Serena filio del detto Bregamino

8                    ? filio di Angelo Sartori

9                    ? filio di Domenico Caselini

10                Battista Caselini filio

 

Un secondo elenco porta la data 9 marzo 1823

 

? del fu Dominico Casilini di Pugerna

? filio di Batista Caselini di Pugerna

Giuseppe Medaglia di Giovanni

Isaia Minini di Pavolo

Angelo Sai di Domenico

Vitale Devecchi di Alessio

Marcho Bettinelli di Battista

Giacono Bernasconi di Battista

Marzilino Beretta di Stefano

Isidoro Minini di Carlo Antonio Casa Nova

Mosé Maini di Daniele

Privato Medici di Nicolla

 

STEFANO FRANSCINI

Dalla croce al quadro

 

Nel 1796 il generale Napoleone Bonaparte porta la rivoluzione in Italia invadendo la Lombardia e creando nell’Italia settentrionale la Repubblica Cisalpina verso la quale guardano anche i nostalgici di “libertà ed uguaglianza” che non mancano specialmente a Lugano. Così quando il 15 febbraio 1798 gruppi di cisalpini fiancheggiati dai loro amici luganesi tentano di impadronirsi della città, vengono respinti a fucilate dalla milizia locale.

Nelle settimane seguenti i fatti di Lugano, gli eserciti francesi invadono la Confederazione, abbattono le vecchie istituzioni e costituiscono la Repubblica Elvetica. I baliaggi italiani vengono raggruppati in due circoscrizioni amministrative (il Cantone di Bellinzona e il Cantone di Lugano) affidate ciascuna ad un rappresentante del governo centrale chiamato Prefetto. Gli abitanti dei due Cantoni si mostrarono ostili al nuovo sistema e ne ostacolarono in tutti i modi il funzionamento.

Napoleone si impone tra le opposte fazioni in clima di guerra civile con l’Atto di Mediazione che praticamente crea la nuova Confederazione di 19 Cantoni. Tra quelli nuovi compare anche il Ticino con capitale Bellinzona.

Il 20 maggio 1803 si insediano le prime Autorità Costituzionali: un Gran Consiglio di 110 deputati fra i quali viene eletto un Governo di 9 membri. Oltre alle rivalità campanilistiche le  nuove autorità devono affrontare problemi enormi come la costruzione delle strade, la lotta alle epidemie endemiche e soprattutto l’istruzione del popolo. E’ in questa fase che diventa provvidenziale l’opera di Stefano Franscini.

Nato a Bodio il 23 ottobre 1796, a 12 anni entrò nel Seminario di Pollegio dove restò fino a 18 anni. Scese poi a Milano per continuare gli studi ecclesiastici: due anni di filosofia e uno di teologia. Venuta meno la vocazione esce dal Seminario e viene assunto nella scuola pubblica. Nel 1826 si trasferisce a Lugano dove dirige una scuola di mutuo insegnamento, apre un Istituto letterario-mercantile (cioè commerciale) per i giovani (che costituiva un’assoluta novità) e un altro Istituto per le ragazze. Caduto il governo dei Landamani nel 1830, Stefano Franscini viene subito chiamato a ricoprire la carica di Segretario di Stato che terrà fino al 1837. E’ in quegli anni che combatté la grande battaglia per la scuola pubblica che gli varrà il riconoscimento di Padre della popolare Educazione.

Nel 1847 entra in Consiglio di Stato fin quando, nel 1848, primo dei ticinesi, lascia il Ticino per trasferirsi a Berna come Consigliere Federale. I suoi ultimi anni furono tristi, con un graduale distacco dalla vita attiva e combattuta. Una fulminea malattia lo stronca il 19 luglio 1857.

Non entra nel nostro intento narrare e seguire l’opera del grande studioso e statista che, attraverso i suoi uffici statali, ha influito anche sullo sviluppo delle scuole di Arogno. Non potevamo comunque dimenticarlo, almeno per capire il perché di quel quadro che per anni ci ha guardati dalle pareti delle nostre povere ma gloriose scuole di paese.

 

 

I docenti non preti con e dopo Stefano Franscini

 

Con Stefano Franscini vengono messi molto da parte i cappellani (allergia dopo tanti anni di Seminario?) e si fanno strada i nuovi Maestri, naturalmente non tutti sfornati dalla Magistrale Ticinese ma presi anche all’estero (di allora).

 

Dopo i nuovi ordinamenti cantonali trovo i seguenti maestri non preti

 

1840. 15 novembre     Alessandro Manzoni. “Potrà far vacanza di scola solo il giovedì di ciascuna settimana e non potrà dar vacanza altri giorni e dovrà fare sua scuola al giorno da ore due e mezzo cadauna, più sarà obbligato a far andare in chiesa alla festa nei tempi degli Uffici.”

A questo incarico ecclesiastico gli viene affiancato quel Massimo Cometta che, con lui tuttofare, condizionerà per molti anni e per molti versi la storia di Arogno. Alessandro Manzoni e Massimo Cometta formano un connubio di punta nella vita del paese. Se riuscirò a narrarvi qualcosa di loro, giungerete a capire perché la carica “di bastonieri” in chiesa non è esente da  comicità.

 

1843                                                       Fulvia Giacometti per lire 200

1854                      Luigia Dotta per fr.240 con l’obbligo di fornire l’inchiostro (fine richiamo al risparmio)

1859                      Carmelia Carloni fr. 250

1860                      Maestro Ferrari. Chiede aumento fino a 525/540 fr al mese. Il municipio in vista di una nuova legge sugli onorari dei docenti porta prudenzialmente la somma a fr.500.—

1860                      Cristoforo Riva di Caslano (fr. 450)

1861                      Domenico Lucchini di Arasio (o Arosio?)

1862                      Angelo Deguglielmi di Novara, non essendosi trovato un maestro ticinese

1862                      Elisa Battaini fu Luigi di Lugano per fr.300.--

1868                      Bettinelli Maria di Carlo di Arogno. Sola concorrente con patente italiana. Entro 1 anno deve mettersi in regola con patente nazionale.

1872                      Scipione Ottolenghi di Reggio Emilia. Si porta l’onorario a fr. 650 perché al concorso si sono presentati soltanto due maestri “con abilità meno che media”.

1872                      12 ottobre Fapola Regina di Maroggia patente di 116 punti (per scuola femminile).

1873                      Ottolenghi dimissiona. Gli subentra Carlo Moretti di Stabio.

1874                      Giovanni Galfetti di Gentilino (fr.980)

1877                      Saturnino Domeniconi di Lugano, provvisorio in seguito alle dimissioni di Filomena Bernasconi Cippà.

1878                      Filomena Molinari già docente delle scuole di Gerra Verzasca.

1881                      Lucchini Achille per la maschile

Borgogna Maria per la femmninile

1882                      Giuseppe Pianola di Lamone per la maschile

1883                      Bettinelli Alessandro di Battista per maschile

Ponti Diana di Salarino per femminile

1887                      Cattoni Paolina femminile

1887                      Mo. Cremonini dimissiona per ragioni di salute

1890                      Mo. Alessandro Bettinelli dimissiona

1890                      Riva Angelo di Tesserete

1890                      Cremonini Ida femminile

1891                      Gianinazzi Antonia di Melide

1892                      Antonia Cometta, appena nominata dimissiona. Le succede Marcoli Ida.

1893                      Maria Carloni di Rovio per femminile

1895                      Antonia Cometta viene ripresa per scuola primaria femminile

1894                      Maria Grassi alla scuola mista di Canova. Aveva concorso anche  Vignati Romano Maria della Canova.

1895                      Maria Keller. Divide la scuola a mezza giornata  tra Canova ed Arogno.

1896                      Cantoni Francesco di Murena

Maria Vignati Romano alla Canova

1898                                                       Maria Keller nominata alla scuola di Canova, viene trasferita con la scuola in paese nella casa di Sartori Luigi affittata dal Comune per fr. 65 annui. La scuola, per consiglio dell’Ispettore, viene trasferita in paese a causa del “numero stragrande di assenze arbitrarie.”

 

 

Gli onorari dei maestri.

 

Da una lettura anche fugace dell’elenco dei docenti emergono chiaramente due difficoltà: quella di trovare docenti validi e quella di poterli pagare.

Si deve dare atto alle autorità patriziali, comunali e ecclesiastiche prima e alla Commissione Cantonale della Società dell’Istruzione Pubblica poi (così si chiamava) di aver profuso grande impegno nella scuola.

                                                                                     dw    (continua)

 

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IL LIBRO DEI LIBRI

 (seconda parte)

 

 

La Bibbia – il libro più eccezionale di tutti i tempi.

 

 

Si parla della Bibbia come di un libro, dimenticando spesso che esso consiste in verità di una piccola biblioteca che raccoglie in sè ben 73 libri (46 appartenenti all’Antico Testamento e 27 al Nuovo) scritti da almeno una quarantina di autori differenti, in tre diverse lingue (aramaico, ebraico e greco), trattando temi molto differenti e stilati in circostanze storiche eccezionalmente diverse.

Un autore scrisse in veste di storico, un altro in quello di biografo. Ci fu chi compilò uno scritto teologico e chi compose poesie, mentre un altro trascrisse profezie. Certi parlarono della filosofia, altri del diritto delle famiglie e dei popoli mentre altri ancora descrissero i loro viaggi.

La cosa più eccezionale è che, nonostante la varietà dei temi trattati dalla Bibbia e nonostante non fosse possibile progettare in comune e trasferire la responsabilità letteraria da un autore all’altro (visto che l’autore della prima pagina non poteva pretendere di poter guidare chi avrebbe scritto 1'400 anni più tardi), la collezione di testi così disparati fu raccolta in un libro coerente. E ciò non fu evidentemente solo opera di semplici uomini, ma vi fu quell’intervento soprannaturale che guidò gli estensori, tanto da sortirne un libro perfetto e unico che noi possiamo oggi considerare come il libro, prestigioso per la sua coerenza.

Anche nella divulgazione di questo libro vi è qualche cosa di eccezionale.

Nel corso dei secoli è sempre stato il libro più diffuso e anche il più venduto e quindi non c’è da sorprendersi se i primi libri usciti dopo l’invenzione della stampa da parte di Gutemberg alla fine del 1400 furono le diverse edizioni della Bibbia.

E la cosa è ancora attuale : la Bibbia è in assoluto il libro più conosciuto e letto da cerchie di persone molto differenti. Si sa che una persona con una certa educazione letteraria generalmente non legge libri per bambini e i bambini non leggono libri scientifici o filosofici. Un libro filosofico o scientifico attira coloro che hanno un buon livello di cultura anche letteraria mentre un libro per l’infanzia si legge nella camera dei bambini. È meraviglioso constatare che la BIbbia abbraccia un campo di interessi così ampio che può interessare gente colta ma può venire letta ai bambini o può essere di conforto anche al vecchietto che si appresta a vivere tremante l’ultima fase della propria vita. Grandi studiosi come Newton e Faraday o grandi politici come Lincoln si sono attenuti all’insegnamento di questo libro e se ne rallegrarono.

Non c’è libro che osi sfidare così apertamente le coscienze. Non c’è libro che si rivolge all’uomo con delle richieste così impegnative. Ci sono stati tanti uomini, in ogni secolo, che hanno accettato la sfida lanciata da questo libro e hanno vissuto una vita piena che valeva la pena di essere vissuta.

La Bibbia stimola ognuno a prendere posizione e colpisce l’uomo interiore con autorità, con l’autorità di Dio.

 

 

 

Don Orlando e il consiglio parrocchiale consci dell’importanza che la conoscenza della bibbia ha anche nel nostro vivere quotidiano, hanno deciso di offrire a chi lo desiderasse la recente pubblicazione :

 

 

E Dio disse…

LA BIBBIA

Nuovissima versione dai testi originali

Ed San Paolo

 

 

Gli interessati si rivolgano a Don Orlando o a un membro del consiglio parrocchiale.

 

 

Cogliamo l’occasione

 per augurare a tutti i nostri lettori

 un felice 2001

sotto l’ala del Signore.

 

 

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OFFERTE

 

 

Per il bollettino

Pesciallo Wilma 20.Coldebella Renato e Luciana 20. Pianarosa Benedetto 20. Mario Delucchi 50. Romano Gemma 10. Stefania Merzaghi 20. Guido Melotto 30. Keller Federico 30.  Costioli Wanda 10. Quadroni Trudi 20. Enrica Sigismondi 20. N. Casati 20. Cecilia Martinenghi 20. Hans Waltermann 30. Stella Maria 20. Amilcare Franchini 50. Rizzi Angelo 20. Luciana Soldati 25. Marco Devecchi 20. Natalia Della Santa 10. Rito Sartori 20. Gattigo Valeria 30. Galli Carla 20. J. Stauffer 20. Broggi Elda 20. Renzo Colombo 50. Mafalda Guggiari 30. Vanini Ortensia 20. Maddalena e Remo Andreoli 20. Gaggini-Cometta 25. Dominique Vuigner 20. Jean-Pierre Bernasconi 30. Airaghi Irma 10. Pedrazzini Mattei 50. Spinelli Franco 30. F+S Ponzio-Pini 30. Elena Tacchella 20. Denise Rerat 20. Rene Spaeti 50. Marco Sartori 20. Jolanda e Amelio Delucchi 50. Sandrino Giannini 20.Taiana Liliana 20. Mariangela e Milvia Medici 30.Eric Gerber 30.Disler Armand 50.Lucy Ferrari 50.

 

Per la chiesa

Banco del dolce (per i morti) 1610. Lydia Minini 20. Famiglia Curati, San Michele 50. Marco Bianchi 100. Fondazione Tusculum 100. Hans Waltermann 70. Stella Maria 30. Luciana soldati in memoria di Colombina Antognini 25. Della Santa Nello 100. Manfredi Lara e Roberto in memoria della nonna Maria Cometta 100. Vanini Ortensia 30. Maddalena e Remo Andreoli 50. Gaggini-Cometta 25. Airaghi Irma 10. Eda Foletti in memoria di Oscar Foletti 100. Per il battesimo di Leonardo 200.Sostarici Rudolf 20. Pedrazzini-Mattei 50. Probst Annamaria 200. Rusca Gianbattista e Fiorangela 100. Milvia e Mariangela Medici 70.Beatrice Lissi 50.

 

Per il restauro della facciata

Lorenzo e Alessandra Medici 100. Paul Julius Wachowsky 100. Federico, Vittoria e Sofia in memoria della bisnonna Rita 100. Pedrazzini-Mattei 50.

 

Per il restauro del trono della madonna

Minini Luigi 30. Elena Maria Bernasconi 30. Jolanda e Amelio Delucchi 50. NN 100.

 

Per San Rocco

Lydia Minini 30. Per il battesimo di Daniel Kurzen 50. Stella Maria 50. Ferrari Remy in memoria della mamma Mimi 100.  Busi Roberto 30. Sandrino Gianini 30.

 

Per Valmara

Puricelli Renzo 30. Mathys Ruedi 100. Enrica Sigismondi 30. Angelo Ferrari per il battesimo di Leonardo Ferrari 20. Ivano Monti 20.

 

Per San Vitale

Lombardini-Casellini 100. Fontana Iris 100.

 

 

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PROGRAMMA PER LA FESTA DELLA MADONNA

  

Giovedì  1° febbraio ore 19.30    Santa messa ed esposizione della statua della Madonna

 

Venerdì  2 febbraio ore 15.00      Rosario e Santa Messa,

 preghiera per gli ammalati

 

Sabato  3 febbraio ore 16.45        Recita del Santo Rosario

 ore 17.00     Santa Eucaristia

 

Domenica 4 febbraio ore 10.45   Santa Eucaristia solenne

ore 14.30      Processione accompagnata dalla Filarmonica di Arogno

 

Lunedì  5 febbraio ore 13.00        Benedizione dei bambini

ore 19.30      Santa Messa per le famiglie del nostro villaggio e riposizione della veneranda statua

 

Sacramento della riconciliazione

Don Orlando sarà presente nei giorni della festa, da giovedÌ a lunedì, mezz’ora prima delle funzioni e mezz’ora dopo (tranne il sabato)

 

  

Non mancherà neppure il provvidenziale

Banco di beneficenza

a favore della chiesa parrocchiale

 

 

RITIRO DEI PREMI

DEL BANCO DI BENEFICENZA

 

In casa Medici-Pelli (entrata dal giardino)

 

Sabato 03 febbraio alle 17.00

                                                                             

 
 

 

Domenica 4 febbraio prima e dopo le funzioni

 
 

 

 

 

 


I premi in giacenza si possono ritirare al massimo

 

ENTRO

 

Sabato 24 febbraio

(preferibilmente al mattino)

 

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 L'ANGOLO DELLA LETTURA

 

SHIRLEY MACLAINE

IL CAMMINO

Il mio pellegrinaggio verso Santiago di Compostela

 

A piedi lungo le strade care alla devozione cristiana.
Sensibile alla ricerca del sacro, movendosi al confine fra ortodossia religiosa e pensiero New Age,
la MacLaine racconta la sua esperienza, scandita da rilevazioni e comprensioni chiarificatrici delle sue vicende personali.

 

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