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INDICE |
La lettera del Parroco |
| Cronaca | |
| Le scuole di Arogno nell'ottocento | |
| Il libro dei libri | |
| Offerte | |
| Programma per la festa della Madonna |
| L'angolo della lettura |
LA
LETTERA DEL PARROCO
La
vergine Maria ravvivi nei nostri cuori la fede, la speranza e la carità Cari
fratelli e sorelle;
Vi auguro buon inizio nel nuovo anno che scorre davanti a noi, che
sia pieno di liete ricorrenze e vi auguro di avere pazienza e di trovare
conforto nei momenti tristi e difficili. All’inizio
di ogni nuovo anno, il primo gennaio viene affidato a Maria Santissima
madre di Dio e madre della Chiesa, perché ci aiuti Lei, che
all’annuncio dell’angelo proclama: “Eccomi,
sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto”(Lc
1;38), a manifestare il nostro totale assenso di mente
e di cuore ai divini voleri e
ad accogliere nella fede il Figlio di Dio, affinché, nei grandi
avvenimenti, come nelle vicende ordinarie, possiamo arrivare ad affidarci
interamente al Signore. Con
la testimonianza della sua vita, Maria ci incoraggia a credere nel
compimento delle promesse divine. Ci richiama allo spirito di umiltà,
giusto atteggiamento interiore della creatura verso il suo Creatore; ci
esorta a riporre sicura speranza in Cristo, che realizza appieno il
disegno salvifico, anche quando gli eventi appaiono oscuri e sono
difficili da accettare. Quale Stella fulgente, Maria guida i nostri passi
incontro al Signore che viene. Carissimi,
nel prossimo mese il nostro paese celebra con gioia la festa religiosa
dedicata a nostra Madre, la Vergine Maria, sotto la devozione del Rosario.
Viviamo quei giorni di espressione particolarmente comunitaria come
adesione e affidamento alla protezione materna di Maria che con la sua
presenza viene a sostenere il nostro popolo di Arogno pellegrinante sui
sentieri della storia. Innalziamo verso di Lei i nostri occhi e
chiediamole di sorreggerci nella lotta contro il male e nell’impegno per
il bene. Possiamo rivolgerci a Maria, nostra madre, dicendo: “Conservaci
sotto la tua materna tutela, Vergine tutta bella e tutta santa! Aiutaci
ad avanzare nel nuovo millennio rivestìti
di quella umiltà che ha reso Te prediletta agli occhi dell’Altissimo. Non
vadano dispersi i frutti di quest’anno giubilare! Nelle
tue mani poniamo il futuro che ci attende, invocando
sul mondo intero la tua costante protezione. Per
questo, come l’apostolo Giovanni, vogliamo prenderti nella nostra casa. Resta
con noi, Maria, resta con noi in ogni tempo! Ora
pro nobis, intercede pro nobis, ad Dominum
Iesum Christum Amen. Un
caro saluto a don Walter, agli anziani del nostro paese e nella casa
anziani Tusculum, a tutte le famiglie e in special modo ai nostri malati,
un caro ricordo, siete presenti tutti nelle mie preghiere, il Signore Vi
Benedica. Don
Orlando
CRONACA Autunno
umido, a dir poco, quello dell’anno 2000. A malapena si è riusciti a
terminare la vendemmia, per altro con un eccellente risultato a detta
degli intenditori, poi giove pluvio si è scatenato distribuendo
copiosamente acqua a tutta l’europa ciò che purtroppo ha causato gravi
danni e persino vittime anche in luoghi non troppo discosti da noi. La
riunione ottobrina dell’assemblea Parrocchiale straordinaria, ha visto
la presenza di un numero relativamente esiguo di partecipanti, che hanno
nominato il signor Edoardo Agustoni quale subentrante in consiglio
parrocchiale al posto del signor Giuseppe Romano. Nel
corso della serata, il presidente ha informato il consesso sullo stato
attuale dei lavori in corso nei diversi cantieri aperti e i presenti hanno
avuto modo di dire la loro idea sui diversi problemi trattati, e hanno
potuto portare a conoscenza di tutti alcune problematiche più o meno
note. Peccato che i nostri parrocchiani non approfittino a sufficienza
delle Assemblee Parrocchiali per portare a conoscenza degli amministratori
(che umanamente non possono arrivare dappertutto) i problemi grandi e
piccoli che possono sorgere nella nostra comunità. Il
primo di novembre la comunità si è stretta attorno alle tombe del nostro
camposanto in ricordo dei propri cari defunti, accompagnata dalla benevola
partecipazione della nostra filarmonica. Al termine della cerimonia vi è
stata la tradizionale vendita di torte organizzata come sempre dalla
solerte signora Adele Cometta, vendita che ha fruttato la bella somma di
1610 fr. Durante
la settimana dei morti nella sala del consiglio comunale è stata aperta
una mostra di ceramiche dipinte dalla signora Antonella Corti-Merzaghi
abbinata alla mostra delle ultime opere pittoriche del nostro dottor
Augusto Rossi. Alla
vernice della mostra, Monica Delucchi-Di Marco faceva notare come il
medico-artista sia alla ricerca di una propria visione del colore il quale
diventa il monarca assoluto del suo mondo artistico nel quale le forme
perdono sempre più d’importanza. Riportava infine un concetto espresso
da Augusto Rossi secondo il quale ”la pittura è lo strumento che egli
utilizza per darsi forza; i colori sono la sua reazione alle vicende non
sempre felici che la vita porta con sé, sono lo smalto che gli consente
di mostrare di essere capace di accettare serenamente le avversità senza
arrendersi”. Il
mese di dicembre é iniziato con la serata scaut. Come
ogni anno la sezione degli esploratori di Arogno, guidata da quest’anno
da Vasco Piffaretti, ha organizzato la serata scout, durante la quale si
sono eseguiti canti e numerose scenette. Il tema di quest’anno era “la fine del mondo”, tema assai complesso che però intendeva trasmettere, in particolare, un messaggio di sensibilizzazione sull’argomento del razzismo. Il prospetto dello spettacolo infatti sottolineava l’importanza della collaborazione fra i vari popoli, nella speranza di migliorare le relazioni fra le varie razze e portare la pace sulla Terra. Infatti all’inizio dello spettacolo i rappresentanti delle diverse etnie, si dimostravano in disaccordo e persino intolleranti gli uni con gli altri, mentre alla fine (almeno nella finzione scenica) hanno capito l’inutilità dell’odio e l’importanza dell’amicizia e della collaborazione. Contrariamente
agli anni passati in questa serata si è lasciato poco spazio alla comicità
puntando maggiormente sulla serietà del messaggio e, a sentire i commenti
esterni, la serata è piaciuta. Vasco
ci tiene a ringraziare anche da queste colonne il pubblico sia per la
numerosa e attenta partecipazione che per il contributo elargito, nonché
tutti gli appartenenti alla sezione, lupetti esplo, capi, pionieri e rover
per l’impegno dimostrato. Il mese di dicembre è continuato con un’inusitata offerta di incontri musicali, purtroppo non tutti seguiti dalla cornice di pubblico che ci si sarebbe attesa. Un’offerta che andava dal concerto della Mini Banda della Civica di Mendrisio, che annovera fra le proprie file anche i nostri giovanissimi Nicola Tantardini e Elias Pesenti, e che ha presentato un programma molto curato, variegato e impegnativo; a quello offerto gratuitamente nella chiesa parrocchiale dalla nostra concittadina signora Stefania Reiter (clavicembalista) e dal flautista signor Stefano Bragetti, per terminare con il concerto di Santo Stefano della nostra filarmonica che sotto l’esperta guida del suo maestro Lorenzo Della Fonte ha presentato il racconto musicale “Christmas Story: il Natale di Auggie Wren” di Paul Auster. La storia, presentata con la consueta maestria e bravura da Angelo Frigerio di Rovio, era accompagnata dalla Filarmonica con musiche adeguate al racconto ed anche al periodo natalizio. Una performance che ha suscitato molti applausi per “al sciur maestru” e per la Filarmonica. Nella sala del consiglio comunale del nuovo palazzo si sono tenute due serate consecutive: il 12 c’è stata una serata “transfrontaliera” indirizzata ai municipali e ai consiglieri comunali dei paesi della Valmara e della valle d’Intelvi, nella quale si è discusso di possibili collaborazioni nello sviluppo del nostro territorio; mentre il 13 il municipio ha ricevuto i rappresentanti delle diverse società paesane e i quattro giovani diciottenni che entrano a pieno diritto a far parte della società adulta del nostro paese. A questi ultimi è stato donato, tramite il sindaco, una penna stilografica con l’invito di usarla anche… per il bene della comunità. A
metà dicembre il gruppo teatrale “Cör e fantasia” di Canobbio è
tornato a calcare il palco del teatro sociale con una recita in dialetto
“Basta un zicch da bun sens” che ha attirato un buon pubblico. Non
sarebbe bello se dovesse rinascere una filodrammatica ad Arogno? Poco
prima di Natale si è tenuta l’assemblea per la costituzione definitiva
della società cooperativa che acquisterà il caseggiato ex coop. Nel
corso di questa riunione è stato annunciato dal comitato promotore, che
con la prossima primavera si aprirà il nuovo negozio, sotto gestione
privata. A tutti i paesani è stato rivolto un caloroso appello nel senso
di voler effettuare gli acquisti in questo nuovo negozio se si vorrà
avere ancora nel prossimo futuro un punto di vendita di beni alimentari
anche nel nostro comune. Di
solito le malattie non fanno notizia in questo bollettino, ma per questa
volta facciamo volentieri un’eccezione per annunciare quella del nostro
don Walter il quale ha subito un intervento cardiovascolare al
cardiocentro di Lugano, risoltosi fortunatamente in modo positivo.
Ringraziamo il Signore per averci ridato in efficienza il nostro dw e al
caro convalescente vadano i nostri migliori auguri. La
protezione dei beni culturali (PBC) dell’Ente Regionale di Protezione
Civile del Mendrisiotto ha consegnato al nostro presidente la
pianificazione di intervento inerente la chiesa parrocchiale di Arogno. Si
tratta di un documento di estrema importanza che, informando
sull’ubicazione dei beni culturali all’interno dell’edificio, sui
potenziali pericoli ai quali sono sottoposti e sulle modalità operative
in caso di evacuazione, permette di intervenire con tempestività e con
precisione in caso di sinistro o evento bellico. È la prima volta che la
Protezione dei Beni Culturali del Mendrisiotto elabora una pianificazione
di intervento di un bene culturale che cade all’interno della sua
giurisdizione e questo, tra l’altro, per la mancanza di inventari.
Grazie alla lungimirante iniziativa del consiglio parrocchiale di Arogno
che di suo proposito ha promosso l’inventariazione dei beni culturali
della chiesa di Santo Stefano, gli specialisti della PBC hanno così
potuto definire le modalità d’intervento sull’oggetto in questione in
caso di sinistro, un’eventualità purtroppo sempre incombente come ha
insegnato il furioso incendio del 1996 della chiesa di Santa Maria delle
Grazie di Bellinzona. (da GdP 27.12.00) La
preparazione del Natale é partita, come al solito, da lontano. L’albero
di Natale, posato dagli operai comunali e addobbato dai bambini sotto la
responsabilità dell’assemblea dei genitori dell’istituto scolastico
comunale, è stato sistemato quest’anno al Tusculum, per decisione del
sindaco, con la lodevole intenzione di favorire l’incontro tra i
giovanissimi e gli anziani del nostro villaggio. A qualcuno è dispiaciuto
non vedere più l’albero natalizio piantato sul sagrato della chiesa a
dominare il paese, benché il consiglio parrocchiale si fosse dichiarato
d’accordo, con lettera al municipio, di ospitare l’albero comunale
come tutti gli anni sul sagrato. I
docenti del nostro istituto scolastico, da parte loro, hanno saputo
stimolare e coinvolgere i loro alunni grandi e piccoli che hanno decorato
le finestre della scuola e dell’asilo con grandi trasparenti. Al calar
della notte, a chi alzava lo sguardo sulle finestre illuminate delle
nostre scuole, apparivano multicolori e suggestive scene natalizie che
aprivano il cuore alla speranza. Le
due sezioni dell’asilo hanno costruito, con materiale povero ma con
tanto sentimento, immaginazione e spontaneità, un presepe particolare
fatto di personaggi appesi con fili invisibili sopra la balaustra centrale
della chiesa parrocchiale. Un grazie sentito alle due maestre Marisa e
Micaela e in particolare ai bambini che ci hanno messo tanta buona voglia
e tanto calore. Un
altro bel presepe di tipo tradizionale, con i personaggi immersi in un
paesaggio perfettamente costruito, è stato allestito nella chiesetta di
San Rocco ad opera del signor Carmelo Zanatta, mentre lo splendido sfondo,
rappresentante un cielo stellato, è stato cucito con la solita maestria
dal gruppo donne che già avevano allestito le coperte messe in mostra per
la festa dell’artigianato nello scorso settembre. Un grazie a tutti
coloro che hanno collaborato. Prima
delle vacanze natalizie la sezione scaut al completo si è trovata, la
sera del mercoledì, per scambiarsi gli auguri di Buon Natale. Dopo aver
preparato bigliettini d’auguri nella sala del consiglio comunale, si
sono incamminati per le vie del paese per una marcia silenziosa al lume
delle torce, per ritrovarsi infine sul piazzale delle scuole per una
riflessione sul valore del Natale e per cantare attorno ad un falò,
scambiandosi in allegria i bigliettini d’augurio accompagnati da
panettone e tè. La
novena di Natale è continuata a risuonare anche in questo tardo autunno
nell’aria di Arogno, grazie ad alcuni giovani che si prestano senza
bisogno di essere chiamati, ad arrampicarsi sulle strette scale del
campanile, nelle fredde sere di dicembre, per suonare le campane “da
legria”. Don Orlando, con un folto seguito di fedeli, ha celebrato la
messa durante i giorni della novena per preparare degnamente il cammino
verso la nascita di Nostro Signore. E
così siamo giunti al tanto atteso Natale. Tanto atteso da chi con
trepidazione infantile attende la venuta di “qualcuno” che non si sa
bene se esista davvero o no … ma che sarebbe bello esistesse.…però
(direbbero loro con la caratteristica praticità dei bimbi del giorno
d’oggi) -però mi farà trovare dei bei regali sotto l’albero-; oppure
atteso da chi nel Natale vede una nuova possibilità di riandare al tempo
in cui si era come quelli di cui si è parlato dianzi… e sprofondare con
gioia nei ricordi…;oppure ancora, atteso da chi, stressato dalla vita
frenetica di questi tempi, non vede il momento di posare il capo e avere
il tempo di riposare e riflettere sul senso di questo nostro correre e
struggerci invano. E
quest’anno, a poeticizzare il Natale, ci ha pensato la natura con una
bella nevicata (a sentire Locarno Monti era dal lontano 1935 che non si
aveva più un Natale così nevoso!). La neve ha cominciato a cadere
proprio la sera della vigilia mentre veniva celebrata la messa di
mezzanotte, che per praticità da alcuni anni ad Arogno viene celebrata
alle 10 di sera, ed è continuato a nevicare fino al giorno di Natale per
la gioia di tutti ed in particolare dei bambini. La
messa, molto frequentata come d’abitudine, è iniziata con
un’apprezzatissima sorpresa. Da dietro l’altare maggiore si è alzato
all’improvviso un portentoso suono di ottoni (quelli del gruppo diretto
dal maestro Carlo Balmelli) che ha condecorato tutta la celebrazione
alternandosi col coro dei bambini accompagnato alla chitarra
dall’animatrice del gruppo, Rachele, e da Christian. Un plauso a Rachele
che aiutata da Chandra ed Elisa è riuscita a motivare e far cantare
dignitosamente un gruppo di bambini comprendente anche diversi frugoletti
dell’asilo. Brave! La
cerimonia è stata veramente suggestiva, accompagnata dalle musiche
suonate con maestria dagli
ottoni (particolarmente bello e sorprendente, perché inatteso, il pezzo,
un blues, suonato all’offertorio!) e dai canti dei bambini, così
spontanei che facevano intenerire a sentirli e che, credo, hanno
contribuito ad avvicinare ancora di più il cuore dei fedeli al mistero
che veniva celebrato sull’altare da don Orlando. Mi sia permesso dire un
grosso grazie a tutti loro, per quell’ora di commovente pace che ci
hanno fatto vivere! Alla
fine, come augurio di prosperità a tutti per il nuovo millennio, sul
sagrato e sotto una tenda per ripararci dalla neve, il consiglio
parrocchiale, per mano di Fernanda, Luca e Fernando, ha accolto i presenti
con una buona tazza di vin brulé, cioccolata calda, panettone e biscotti,
il tutto allietato da un estemporaneo concerto natalizio nello sfarfallio
della neve, offerto dal gruppo musicale del maestro Balmelli. Santo
Stefano, festa patronale per noi di Arogno con in aggiunta la tradizionale
benedizione e distribuzione del pane. Ci si è svegliati con uno spesso
manto di neve ammonticchiato sui lati delle strade dagli spazzaneve che
durante la notte avevano fatto il loro dovere. Purtroppo nessuno in comune
( e non è sicuramente un appunto agli operai
comunali che eseguono solo gli ordini) ha pensato di provvedere a
spalare la neve dalla scaletta che porta alla chiesa o dall’entrata del
sagrato dove la calla aveva ammonticchiato la neve spazzata dalla strada.
Fortunatamente ci ha pensato il consiglio parrocchiale, permettendo così
anche ai fedeli anziani di rispettare la tradizione e raggiungere la loro
chiesa nel giorno della festa del primo martire cristiano. Fine
anno e fine dell’Anno Santo, mi vengono in mente le cerimonie di altri
tempi, quando in una chiesa gremita, durante la preghiera di fine anno (la
sera del 31 dicembre) si dispiegava alto sotto le volte antiche, odorose
d’incenso, il canto del “ te
Deum “. Ringraziamo
il Signore per quanto ha voluto concedere alla nostra comunità
parrocchiale e lo preghiamo perché ci stia sempre vicino e ci dia la
forza di continuare, malgrado le possibili incomprensioni, tutti assieme e
di comune accordo. Per
finire, pur sapendo di poter incorrere in qualche spiacevole omissione,
vorremmo ringraziare quelle persone che, anche quest’anno, nell’ombra
hanno costantemente prestato il loro incondizionato aiuto, a partire dal
nostro sagrestano tutto-fare Sergio (al quale porgiamo gli auguri di una
pronta guarigione – ritorna presto, sentiamo eccome! la tua mancanza!-)
per passare poi alle signore che tengono pulita la chiesa, Armanda,
Franca, Olivangela e Verena, e alla signora Mimi che ci fa da solerte
portinaia. Ancora grazie!
LE
SCUOLE DI AROGNO NELL'OTTOCENTO
(Seconda
parte) I docenti cappellani Ecco
alcuni cappellani maestri: 1757
Don Giuseppe Bragga ( Nell’assemblea del 18 febbraio 1759, in cui
viene confermato per altri tre anni, viene chiamato Braglia, cognome
ancora esistente in Liguria a
Laigueglia).. “
1757 2 febraro in Rogno. Si è fatto sonare la vicinanza del Console Carlo
Gobbo e tutti li uomini vicini anno risolto di rafermare con scrittura il
Mo.Rev.do sign. Don Giuseppe Bragga per capellano di Rogno per tre anni
dicho tre anni e che doppo la scrittura dovrà essere letta e pubblicata
in piazza a ciò sia a tutti noto e cognito il tenore della scrittura e
questo a ciò tutti sappiano la loro obbligazione avanti sottoscrivere la
suddetta scrittura a ciò doveva essere fatta che comincia prima del 14
marzo del ano scorso 1756 che così la risoluzione del Comune dell’anno
scorso e se non fu inficiata e spiegata allora, questa servirà per piena
notizia confirmando della prima fatta il 14 marzo 1756 per confirmare il
Capellano per tre ani”.( ndr. Veramente il primo ad aver bisogno del
cappellano maestro era l’estensore di questo incomprensibile verbale!) 1798
Cappellano Don Giacomo Wulser di Grenoble 1799
Cappellano il nobile Don Nicola Stoppani 1804
Don Felice Gobbi 1806
7 novembre Capellano Nicolao Giuseppe Amadio 1814
Cappellano
Don Giuseppe Bartoli che lascia l’anno stesso 1821
10 novembre Don Giacomo Gianini , dimissiona nel 1834 e poi rientrerà e
rimarrà oltre 30 anni, fino al 20 settembre 1853. 1834
Don Evasio Cometta di Arogno, parroco e maestro, che subentra al
suddetto Don Giacomo Gianini che rinuncia (01.09.1834) I docenti non cappellani Il
14 aprile 1805 viene nominato
maestro Tranquillio Artari con uno stipendio di lire 100 e soldi 6 al
mese. Leggo nel verbale: “ il
maestro qui sopra eletto sarà tenuto e si obbliga ad avere tutta
l’attenzione di bene insegnare almeno a legere e scrivere e li primi
esercizi d’aritmetica facendo la scuolla tutto l’anno e due volte al
giorno salvo li soliti due mesi di vacanza.” Allo stipendio del
maestro contribuivano con 50 lire il Legato Andrea Colomba e il Comune con altre 50. Nel 1815
al legato Andrea Colomba detto l’Americano si aggiunge quello di
Francesco Sartori che aiuta i 10 allievi più poveri. Il
27 settembre 1829 viene fondato il Legato Annamaria (Nina) Tron per la
scuola delle ragazze. Anche
gli allievi pagano la loro parte. Nel
1803 ogni scolaro paga lire cinque con un supplemento di soldi 40 per
l’inverno. Il
26 giugno 1811 il Maestro Tranquillio Artari. “viene trovato morto nel suo orto ai piedi della scaletta che mette in
quello, verso le ore 15 andando alle 16. La municipalità “ sostituisce
Giosué Maini per tutto l’anno corrente scolastico in eguali condizioni
emolumento convenuto con prefatto fu signor Tranquillio.” 1811
Tranquillio Artari già citato 1811
Giosué Maini 1815
Luigi Artario (dimissiona nel 1816). Si cerca un cappellano. 1834
Domeniconi Antonio da Lugano. Lire 700 cantonali al mese per dieci
mesi, 1 giorno di vacanza la settimana. In inverno fino a Pasqua 2 ore e
mezza per ogni scuola. Da Pasqua fino alla vacanza tre ore e mezza. Gli allievi più poveri. Un
primo elenco degli allievi poveri porta la data 15 novembre 1815: 1
Antonio Devecchi figlio di Alessio 2
? filio di Pietro Manzoni 3
Giuseppe Bernasconi filio del detto Molinaro 4
Giuseppe Delucha filio delo genovese 5
Tobia Colomba filio di Santino 6
Antonio Serena filio de lo Raschini 7
Giuseppe Serena filio del detto Bregamino 8
? filio di Angelo Sartori 9
? filio di Domenico Caselini 10
Battista Caselini filio Un
secondo elenco porta la data 9 marzo 1823 ? del fu
Dominico Casilini di Pugerna ? filio di
Batista Caselini di Pugerna Giuseppe
Medaglia di Giovanni Isaia Minini di
Pavolo Angelo Sai di
Domenico Vitale Devecchi
di Alessio Marcho Bettinelli di Battista
Giacono
Bernasconi di Battista Marzilino
Beretta di Stefano Isidoro Minini
di Carlo Antonio Casa Nova Mosé Maini di Daniele
Privato Medici di Nicolla
STEFANO
FRANSCINI Dalla
croce al quadro Nel 1796 il generale Napoleone Bonaparte porta la rivoluzione
in Italia invadendo la Lombardia e creando nell’Italia settentrionale la
Repubblica Cisalpina verso la quale guardano anche i nostalgici di
“libertà ed uguaglianza” che non mancano specialmente a Lugano. Così
quando il 15 febbraio 1798 gruppi di cisalpini fiancheggiati dai loro
amici luganesi tentano di impadronirsi della città, vengono respinti a
fucilate dalla milizia locale. Nelle
settimane seguenti i fatti di Lugano, gli eserciti francesi invadono la
Confederazione, abbattono le vecchie istituzioni e costituiscono la
Repubblica Elvetica. I baliaggi italiani vengono raggruppati in due
circoscrizioni amministrative (il Cantone di Bellinzona e il Cantone di
Lugano) affidate ciascuna ad un rappresentante del governo centrale
chiamato Prefetto. Gli abitanti dei due Cantoni si mostrarono ostili al
nuovo sistema e ne ostacolarono in tutti i modi il funzionamento. Napoleone
si impone tra le opposte fazioni in clima di guerra civile con l’Atto di
Mediazione che praticamente crea la nuova Confederazione di 19 Cantoni.
Tra quelli nuovi compare anche il Ticino con capitale Bellinzona. Il
20 maggio 1803 si insediano le prime Autorità Costituzionali: un Gran
Consiglio di 110 deputati fra i quali viene eletto un Governo di 9 membri.
Oltre alle rivalità campanilistiche le
nuove autorità devono affrontare problemi enormi come la
costruzione delle strade, la lotta alle epidemie endemiche e
soprattutto l’istruzione del
popolo. E’ in questa fase che diventa provvidenziale l’opera di
Stefano Franscini. Nato
a Bodio il 23 ottobre 1796, a 12 anni entrò nel Seminario di Pollegio
dove restò fino a 18 anni. Scese poi a Milano per continuare gli studi
ecclesiastici: due anni di filosofia e uno di teologia. Venuta meno la
vocazione esce dal Seminario e viene assunto nella scuola pubblica. Nel
1826 si trasferisce a Lugano dove dirige una scuola di mutuo insegnamento,
apre un Istituto letterario-mercantile (cioè commerciale) per i giovani
(che costituiva un’assoluta novità) e un altro Istituto per le ragazze.
Caduto il governo dei Landamani nel 1830, Stefano Franscini viene subito
chiamato a ricoprire la carica di Segretario di Stato che terrà fino al
1837. E’ in quegli anni che combatté la grande battaglia per la scuola
pubblica che gli varrà il riconoscimento di Padre
della popolare Educazione. Nel
1847 entra in Consiglio di Stato fin quando, nel 1848, primo dei ticinesi,
lascia il Ticino per trasferirsi a Berna come Consigliere Federale. I suoi
ultimi anni furono tristi, con un graduale distacco dalla vita attiva e
combattuta. Una fulminea malattia lo stronca il 19 luglio 1857. Non
entra nel nostro intento narrare e seguire l’opera del grande studioso e
statista che, attraverso i suoi uffici statali, ha influito anche sullo
sviluppo delle scuole di Arogno. Non potevamo comunque dimenticarlo,
almeno per capire il perché di quel quadro che per anni ci ha guardati
dalle pareti delle nostre povere ma gloriose scuole di paese. I
docenti non preti con e dopo Stefano Franscini Con
Stefano Franscini vengono messi molto da parte i cappellani (allergia dopo
tanti anni di Seminario?) e si fanno strada i nuovi Maestri, naturalmente
non tutti sfornati dalla Magistrale Ticinese ma presi anche all’estero
(di allora). Dopo i nuovi
ordinamenti cantonali trovo i seguenti maestri non preti 1840.
15 novembre Alessandro Manzoni. “Potrà
far vacanza di scola solo il giovedì di ciascuna settimana e non potrà
dar vacanza altri giorni e dovrà fare sua scuola al giorno da ore due e
mezzo cadauna, più sarà obbligato a far andare in chiesa alla festa nei
tempi degli Uffici.” A questo incarico
ecclesiastico gli viene affiancato quel Massimo Cometta che, con lui
tuttofare, condizionerà per molti anni e per molti versi la storia di
Arogno. Alessandro Manzoni e Massimo Cometta formano un connubio di punta
nella vita del paese. Se riuscirò a narrarvi qualcosa di loro, giungerete
a capire perché la carica “di bastonieri” in chiesa non è esente da
comicità. 1843
Fulvia Giacometti per lire 200
1854 Luigia Dotta per fr.240 con l’obbligo di fornire l’inchiostro (fine richiamo al risparmio) 1859
Carmelia Carloni fr. 250 1860
Maestro Ferrari. Chiede aumento fino a 525/540 fr al mese. Il
municipio in vista di una nuova legge sugli onorari dei docenti porta
prudenzialmente la somma a fr.500.— 1860
Cristoforo Riva di Caslano (fr. 450) 1861
Domenico Lucchini di Arasio (o Arosio?) 1862
Angelo Deguglielmi di Novara, non essendosi trovato un maestro
ticinese 1862
Elisa Battaini fu Luigi di Lugano per fr.300.-- 1868
Bettinelli Maria di Carlo di Arogno. Sola concorrente con patente
italiana. Entro 1 anno deve mettersi in regola con patente nazionale. 1872
Scipione Ottolenghi di Reggio Emilia. Si porta l’onorario a fr.
650 perché al concorso si sono presentati soltanto due maestri “con
abilità meno che media”. 1872
12 ottobre Fapola Regina di Maroggia patente di 116 punti (per
scuola femminile). 1873
Ottolenghi dimissiona. Gli subentra Carlo Moretti di Stabio. 1874
Giovanni Galfetti di Gentilino (fr.980) 1877
Saturnino Domeniconi di Lugano, provvisorio in seguito alle
dimissioni di Filomena Bernasconi Cippà. 1878
Filomena Molinari già docente delle scuole di Gerra Verzasca. 1881
Lucchini Achille per la maschile Borgogna Maria per la femmninile 1882
Giuseppe Pianola di Lamone per la maschile 1883
Bettinelli Alessandro di Battista per maschile Ponti Diana di Salarino per femminile 1887
Cattoni Paolina femminile 1887
Mo. Cremonini dimissiona per ragioni di salute 1890
Mo. Alessandro Bettinelli dimissiona 1890
Riva Angelo di Tesserete 1890
Cremonini Ida femminile 1891
Gianinazzi Antonia di Melide 1892
Antonia Cometta, appena nominata dimissiona. Le succede Marcoli
Ida. 1893
Maria Carloni di Rovio per femminile 1895
Antonia Cometta viene ripresa per scuola primaria femminile 1894
Maria Grassi alla scuola mista di Canova. Aveva concorso anche
Vignati Romano Maria della Canova. 1895
Maria Keller. Divide la scuola a mezza giornata
tra Canova ed Arogno. 1896
Cantoni Francesco di Murena Maria Vignati Romano alla Canova 1898
Maria Keller nominata alla scuola di Canova, viene trasferita con
la scuola in paese nella casa di Sartori Luigi affittata dal Comune per
fr. 65 annui. La scuola, per consiglio dell’Ispettore, viene trasferita
in paese a causa del “numero stragrande di assenze arbitrarie.” Gli onorari dei maestri. Da
una lettura anche fugace dell’elenco dei docenti emergono chiaramente
due difficoltà: quella di trovare docenti validi e quella di poterli
pagare. Si
deve dare atto alle autorità patriziali, comunali e ecclesiastiche prima
e alla Commissione Cantonale della Società dell’Istruzione Pubblica poi
(così si chiamava) di aver profuso grande impegno nella scuola.
dw (continua)
IL
LIBRO DEI LIBRI
(seconda
parte) La
Bibbia – il libro più eccezionale di tutti i tempi. Si
parla della Bibbia come di un libro, dimenticando spesso che esso consiste
in verità di una piccola biblioteca che raccoglie in sè ben 73 libri (46
appartenenti all’Antico Testamento e 27 al Nuovo) scritti da almeno una
quarantina di autori differenti, in tre diverse lingue (aramaico, ebraico
e greco), trattando temi molto differenti e stilati in circostanze
storiche eccezionalmente diverse. Un
autore scrisse in veste di storico, un altro in quello di biografo. Ci fu
chi compilò uno scritto teologico e chi compose poesie, mentre un altro
trascrisse profezie. Certi parlarono della filosofia, altri del diritto
delle famiglie e dei popoli mentre altri ancora descrissero i loro viaggi. La
cosa più eccezionale è che, nonostante la varietà dei temi trattati
dalla Bibbia e nonostante non fosse possibile progettare in comune e
trasferire la responsabilità letteraria da un autore all’altro (visto
che l’autore della prima pagina non poteva pretendere di poter guidare
chi avrebbe scritto 1'400 anni più tardi), la collezione di testi così
disparati fu raccolta in un libro coerente. E ciò non fu evidentemente
solo opera di semplici uomini, ma vi fu quell’intervento soprannaturale
che guidò gli estensori, tanto da sortirne un libro perfetto e unico che
noi possiamo oggi considerare come il libro, prestigioso per la sua coerenza. Anche
nella divulgazione di questo libro vi è qualche cosa di eccezionale. Nel
corso dei secoli è sempre stato il libro più diffuso e anche il più
venduto e quindi non c’è da sorprendersi se i primi libri usciti dopo
l’invenzione della stampa da parte di Gutemberg alla fine del 1400
furono le diverse edizioni della Bibbia. E
la cosa è ancora attuale : la Bibbia è in assoluto il libro più
conosciuto e letto da cerchie di persone molto differenti. Si sa che una
persona con una certa educazione letteraria generalmente non legge libri
per bambini e i bambini non leggono libri scientifici o filosofici. Un
libro filosofico o scientifico attira coloro che hanno un buon livello di
cultura anche letteraria mentre un libro per l’infanzia si legge nella
camera dei bambini. È meraviglioso constatare che la BIbbia abbraccia un
campo di interessi così ampio che può interessare gente colta ma può
venire letta ai bambini o può essere di conforto anche al vecchietto che
si appresta a vivere tremante l’ultima fase della propria vita. Grandi
studiosi come Newton e Faraday o grandi politici come Lincoln si sono
attenuti all’insegnamento di questo libro e se ne rallegrarono. Non
c’è libro che osi sfidare così apertamente le coscienze. Non c’è
libro che si rivolge all’uomo con delle richieste così impegnative. Ci
sono stati tanti uomini, in ogni secolo, che hanno accettato la sfida
lanciata da questo libro e hanno vissuto una vita piena che valeva la pena
di essere vissuta. La
Bibbia stimola ognuno a prendere posizione e colpisce l’uomo interiore
con autorità, con l’autorità di Dio. Don
Orlando e il consiglio parrocchiale consci dell’importanza che la
conoscenza della bibbia ha anche nel nostro vivere quotidiano, hanno
deciso di offrire a chi lo desiderasse la recente pubblicazione : E Dio disse… LA BIBBIA Nuovissima versione dai testi
originali Ed San Paolo Gli interessati si rivolgano a Don Orlando o a un membro del consiglio parrocchiale. Cogliamo l’occasione per augurare a tutti i nostri lettori un felice 2001 sotto l’ala del Signore. OFFERTE
Per
il bollettino
Pesciallo Wilma
20.Coldebella Renato e Luciana 20. Pianarosa Benedetto 20. Mario Delucchi
50. Romano Gemma 10. Stefania Merzaghi 20. Guido Melotto 30. Keller
Federico 30. Costioli Wanda
10. Quadroni Trudi 20. Enrica Sigismondi 20. N. Casati 20. Cecilia
Martinenghi 20. Hans Waltermann 30. Stella Maria 20. Amilcare Franchini
50. Rizzi Angelo 20. Luciana Soldati 25. Marco Devecchi 20. Natalia Della
Santa 10. Rito Sartori 20. Gattigo Valeria 30. Galli Carla 20. J. Stauffer
20. Broggi Elda 20. Renzo Colombo 50. Mafalda Guggiari 30. Vanini Ortensia
20. Maddalena e Remo Andreoli 20. Gaggini-Cometta 25. Dominique Vuigner
20. Jean-Pierre Bernasconi 30. Airaghi Irma 10. Pedrazzini Mattei 50.
Spinelli Franco 30. F+S Ponzio-Pini 30. Elena Tacchella 20. Denise Rerat
20. Rene Spaeti 50. Marco Sartori 20. Jolanda e Amelio Delucchi 50.
Sandrino Giannini 20.Taiana Liliana 20. Mariangela e Milvia Medici 30.Eric
Gerber 30.Disler Armand 50.Lucy Ferrari 50. Per
la chiesa Banco del dolce
(per i morti) 1610. Lydia Minini 20. Famiglia Curati, San Michele 50.
Marco Bianchi 100. Fondazione Tusculum 100. Hans Waltermann 70. Stella
Maria 30. Luciana soldati in memoria di Colombina Antognini 25. Della
Santa Nello 100. Manfredi Lara e Roberto in memoria della nonna Maria
Cometta 100. Vanini Ortensia 30. Maddalena e Remo Andreoli 50.
Gaggini-Cometta 25. Airaghi Irma 10. Eda Foletti in memoria di Oscar
Foletti 100. Per il battesimo di Leonardo 200.Sostarici Rudolf 20.
Pedrazzini-Mattei 50. Probst Annamaria 200. Rusca Gianbattista e
Fiorangela 100. Milvia e Mariangela Medici 70.Beatrice Lissi 50. Per
il restauro della facciata
Lorenzo e
Alessandra Medici 100. Paul Julius Wachowsky 100. Federico, Vittoria e
Sofia in memoria della bisnonna Rita 100. Pedrazzini-Mattei 50. Per
il restauro del trono della madonna Minini Luigi 30.
Elena Maria Bernasconi 30. Jolanda e Amelio Delucchi 50. NN 100. Per
San Rocco Lydia Minini 30.
Per il battesimo di Daniel Kurzen 50. Stella Maria 50. Ferrari Remy in
memoria della mamma Mimi 100. Busi
Roberto 30. Sandrino Gianini 30. Per
Valmara Puricelli Renzo 30.
Mathys Ruedi 100. Enrica Sigismondi 30. Angelo Ferrari per il battesimo di
Leonardo Ferrari 20. Ivano Monti 20. Per
San Vitale Lombardini-Casellini 100. Fontana Iris 100. PROGRAMMA
PER LA FESTA DELLA MADONNA Giovedì
1° febbraio ore 19.30
Santa messa ed esposizione della statua della Madonna Venerdì
2 febbraio ore 15.00 Rosario e Santa Messa, preghiera
per gli ammalati Sabato
3 febbraio ore 16.45 Recita del Santo Rosario ore
17.00 Santa
Eucaristia Domenica
4 febbraio ore 10.45 Santa
Eucaristia solenne
ore
14.30 Processione accompagnata dalla Filarmonica di Arogno
Lunedì 5 febbraio ore 13.00
Benedizione dei
bambini ore
19.30
Santa Messa per le
famiglie del nostro villaggio e riposizione della veneranda statua Sacramento della riconciliazione Don Orlando sarà presente nei giorni della festa, da
giovedÌ a lunedì, mezz’ora prima delle funzioni e mezz’ora dopo
(tranne il sabato) Non mancherà neppure il provvidenziale
Banco di beneficenza
a
favore della chiesa parrocchiale RITIRO DEI PREMI
DEL BANCO DI BENEFICENZA In
casa Medici-Pelli (entrata dal giardino)
I
premi in giacenza si possono ritirare al massimo
ENTRO Sabato
24 febbraio (preferibilmente
al mattino)
L'ANGOLO DELLA LETTURA
SHIRLEY MACLAINE IL CAMMINO Il mio pellegrinaggio verso Santiago di Compostela
A
piedi lungo le strade care alla devozione cristiana.
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